La cianfrinatura è una lavorazione dei metalli preliminare alla saldatura, e consiste proprio nel preparare le superfici a ricevere al meglio questo trattamento.

La cianfrinatura come operazione preliminare alla saldatura: modalità ed esecuzione della lavorazione

La saldatura, infatti, pur se eseguita a regola d’arte, per risultare impeccabile necessita di alcuni trattamenti preliminari, il cui scopo è quello di preparare alcune parti delle superfici come i lembi. Nello specifico, quindi, la cianfrinatura delle lamiere è l’operazione del taglio di uno spigolo di metallo.

Perché realizzare una cianfrinatura?


È il processo più importante alla preparazione della successiva lavorazione di saldatura.

Viene utilizzata nel settore meccanico ed energetico e consiste nell’eliminare gli spigoli dei pezzi o delle lamiere nella zona di giunzione delle stesse al fine di far penetrare il più possibile il bagno di saldatura tra i pezzi. Vengono realizzati smussi a V a K a X a Y secondo la necessità. La loro funzione è la preparazione alla saldatura di spalle per strutture in carpenteria, virole o tubazioni a tenuta, in particolar modo nel settore caldaie sui serbatoi e talvolta anche su leghe in Inox.

Il risultato si ritiene perfetto quando sottoponendo il pezzo saldato a delle prove meccaniche, i risultati di resistenza alla trazione e alla rottura sono migliori proprio nella zona saldata.


La tipologia della cianfrinatura


La cianfrinatura avviene con due metodi diversi e con diversi risultati, vanno quindi fatte delle scelte secondo la tipologia del materiale utilizzato e secondo le caratteristiche meccaniche che dovrà superare la saldatura.

Il primo metodo, che è anche quello più economico e veloce, è la cianfrinatura a fiamma, che in Tecnos eseguiamo tramite una torcia plasma bevel gestita da un controllo numerico su un piano di taglio da 3750×28000. Questa ruotando a 360° e inclinandosi fino a 45° su spessori lamiera anche di 60mm, consente di asportare grosse quantità di materiale in poco tempo con una precisione di +/- 1 o 2mm.

Per spessori più alti utilizziamo una macchina carrellata con due cannelli ossitaglio aventi la possibilità di inclinarsi a piacimento. Anche in questo caso un carrello su binari, posizionato parallelamente alla zona da cianfrinare, con due cannelli ossitaglio per spessori fino al 400mm, consente in un solo passaggio di realizzare uno smusso a X con inclinazioni oltre i 45° e una finitura lucida, piana e priva di segni.

Il secondo metodo consiste nell’esecuzione di smussi o cianfrinature tramite lavorazione meccanica.

Quindi tramite macchina utensile o nel nostro caso grazie ad una fresatrice carrellata questa viene fatta girare attorno al perimetro del pezzo da cianfrinare per ottenere gli smussi necessari alla successiva saldatura.

Il processo è molto più lungo e costoso, dato che sono possibili piccole asportazioni di materiale e sono necessarie più passate sullo stesso spigolo.


Perché e quando utilizzare questo metodo?


Quando il materiale da saldare è una lega speciale che non va trattata termicamente in quanto potrebbe poi in fase di saldatura generare delle cricche o della fragilità alla stessa saldatura, o quando lo smusso è molto piccolo e l’utilizzo di una macchina da taglio di grosse dimensioni comporta dei costi di gestione che non possono poi essere ammortizzati.


Le apparecchiature


Le macchine utilizzate in Tecnos per realizzare gli smussi e le cianfrinature si dividono in due categorie secondo la finitura, la precisione e secondo la possibilità di utilizzare un taglio termico che andrebbe così ad alterare chimicamente la parte superficiale tagliata.

SMUSSI A TAGLIO TERMICO: sono quelli più economici e veloci, consentono di asportare grandi quantità di materiale in un unico passaggio con tolleranze di +/-1-2mm. Utilizziamo per questi smussi macchine con torce plasma bevel di dimensioni 3700×28000 fino a sp.70mm o macchine ossitaglio sia fisse che mobili con campo di lavoro illimitato e spessori fino al 400mm.

SMUSSI A FRESA: sono quelli ottenuti con l’ausilio di macchine asportazione truciolo, sia fisse con campo lavoro anche di 12000×5000 o carrellate per smussi piccoli di max. 40mm x 45°.